Il bassorilievo della "Deposizione"si trovava nella cattedrale di Parma, e oggi rappresenta la prima grande opera nota di Benedetto Antelami.La scena è ambientata entro una cornice con girali di acanto lavorati a niello (una tecnica attraverso cui la pietra veniva incisa e poi riempita con un impasto scuro a base di diversi metalli come zolfo, piombo e argento). La croce di Gesù segna la divisione tra le due metà, dove trovano posto i personaggi "positivi" (alla destra di Gesù), ovvero san Giovanni, la Madonna, le pie donne, e quelli "negativi" (alla sinistra di Cristo). Negli angoli le personificazioni del sole (alla destra di Gesù) e della luna (alla sua sinistra). Il sole è simbolo del bene e della religione cristiana, la luna invece è simbolo del male.A livello stilistico, la composizione è giocata su linee rette, orizzontali e verticali, e se le linee sono oblique tendono comunque a essere o parallele tra loro (le figure di Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, oltre alle loro teste che sono parallele alla testa di Cristo) oppure a descrivere figure geometriche (il triangolo equilatero dei soldati).Si tratta di un'opera importante per la sua solennità ma al tempo stesso anche per la raffinatezza delle tecniche con la quale fu eseguita, nonché per la sua importanza storica e per il suo carico simbolico ed iconografico. EMILIA FIUMARA
‘’La Deposizione’’ di Benedetto Antelami, Duomo di Parma Quest’iconografia risale al 1178 ed è la prima scultura firmata da Antelami, considerato il primo scultore gotico italiano. La scena è circondata su tre lati da un fregio di viticci che si intrecciano geometricamente tra di loro ed è molto evidente, inoltre, la posizione orizzontale della scultura . La scena raffigurata è tratta dal Vangelo di Giovanni e affiancata da altri episodi narrati nel testo evangelico. Al centro vi è la figura di Cristo che assume grande risalto e che si distacca dalle altre per le dimensioni maggiori e per la sua forma ad arco rivolto verso sinistra; alla sua destra vi è Giuseppe d’Arimatea che ne sostiene il busto e a sinistra, sulla scala, Nicodemo. A sinistra sono raffigurate le tre Marie, Giovanni e la Vergine che prende la mano di suo figlio. Davanti a lei vi è una giovane che porta il vessillo che simboleggia la Chiesa e dopo la scala, la prima figura a destra simboleggia la Sinagoga, quindi la personificazione del popolo ebraico. A destra invece sono rappresentati i soldati, alcuni dei quali, seduti, si contendono il possesso della tunica di Cristo. Da notare, sono le due teste rispettivamente al lato destro e sinistro dell’opera che sono la personificazione del Sole e della Luna che rimandano allo scorrere del tempo e alla lotta fra la luce (il bene) e le tenebre (il male). Dunque possiamo vedere che la composizione ha caratteri rigidi, le figure panneggi regolari quasi schematici e emergono dallo sfondo quasi a tutto tondo poiché è un bassorilievo. A mio parere uno degli aspetti più significativi è proprio quello del simbolismo evidenziato nel rilievo, come per esempio, le 2 teste rappresentanti la Luna ed il Sole e le due figure a destra e sinistra di Cristo rappresentanti una la chiesa e l’altra il popolo e la religione ebraica, caratteristiche che mi hanno molto colpita. Inoltre un altro aspetto da non tralasciare è sicuramente l’importanza della figura di Cristo e i vari passaggi della scena rappresentati nei minimi particolari, naturalistici e dei volti delle figure, che rendono questo bassorilievo estremamente innovativo rispetto alla produzione scultorea dell’epoca. -Maria Elena De Bartolo
Quest’opera di Benedetto Antelami, è una scultura marmorea del 1178 e si trova nella Cattedrale a Parma. Raffigura il momento in cui il corpo di Cristo viene fatto scendere dalla croce. La scena è ambientata in una cornice decorata da viticci. L’opera ha un andamento orizzontale che si nota dai lunghi bracci della croce che sembrano proseguire con le ali degli angeli. La luce che illumina la composizione, viene simbolicamente emanata dall’icona della luna e del sole, posti alle due estremità. La croce di Gesù divide i personaggi; quelli che piangono la sua morte a destra, dove troviamo la personificazione della chiesa, e i soldati che si spartiscono la veste di Cristo a sinistra, nella quale è presente la personificazione della Sinagoga. Le figure sono raffigurate una dopo l’altra. Questo rilievo è particolarmente innovativo sia per la ricerca della spazialità sia per l’accuratezza nel creare sugli abiti delle pieghe e le decorazioni realizzate con la punta del trapano e soprattutto per l’espressione così naturale delle figure.
Sono rimasta colpita in particolar modo da due personaggi: Giuseppe di Arimatea, il quale sembrerebbe abbracciare e baciare affettuosamente il costato di Gesù e al contempo lo sorregge per scendere dalla croce e Nicodemo che sale sulle scale per togliere il secondo chiodo. Lo trovo un gesto commovente nettamente in contrasto con i soldati romani che si spartiscono la tunica di Cristo mostrando egoismo e imparzialità di fronte ad una scena così tragica. -Alessandra Ziccarelli
L'opera raffigura la deposizione di Gesù Cristo dalla croce, ormai deceduto. La figura di Cristo appare molto espressiva e umana, con le braccia aperte come a concedere il perdono, una protesa verso la Vergine Maria. Subito sotto di lui si scorge Giuseppe di Arimatea, che lo sta abbracciando affettuosamente aiutandolo a scendere dalla croce, mentre alla sua destra più prossima troviamo Nicodemo, salito su una scala per togliergli il chiodo dalla mano. La croce divide la composizione a metà: sulla sinistra si notano sei figure addolorate dalla morte di Cristo, ossia le tre Pie, simbolo della Trinità e della Risurrezione, e successivamente la Vergine e Giuseppe; sulla destra spicca innanzitutto una figura interpretata come la personificazione del mondo Ebraico, a cui l'Arcangelo Gabriele fa chinare il capo in segno di sconfitta, mentre ancora più a destra si nota un irregolare insieme di soldati che, noncuranti della tragedia, si stanno spartendo le vesti del defunto. Questi ultimi simbolicamente rimandano al pericolo del peccato di eresia.
Gli aspetti più significativi di quest’opera, a mio parere, sono innanzitutto il simbolismo rappresentato nel rilievo. Come per esempio, le 2 teste rappresentanti la Luna ed il Sole e le due figure a destra e sinistra di Cristo rappresentanti una la chiesa e l’altra il popolo e la religione ebraica. Altri due elementi che io ritengo significativi e che mi hanno personalmente colpito, sono i due personaggi Giuseppe di Arimatea, il quale sembrerebbe abbracciare e baciare affettuosamente il costato di Gesù e nello stesso momento lo sorregge per scendere dalla croce. Inoltre Nicodemo che sale sulle scale per togliere il secondo chiodo. Ho trovato quest’opera ricca di significati e questi sono quelli che mi hanno colpito maggiormente. -Giulia Bozzarello
La Deposizione dalla croce è una scultura marmorea (110x230 cm) di Benedetto Antelami, databile al 1178 e conservata nel transetto destro della cattedrale di Parma. L'altorilievo con la Deposizione è l'unico pannello sopravvissuto di un pontile che si trovava nella cattedrale di Parma, e oggi rappresenta la prima grande opera nota dell'Antelami, nonché un capolavoro della scultura gotica. In alto sul fregio inscritto e presente la firma di Antelami, è una delle prime firme delle opere medievali. Al centro del basso rilievo Cristo viene deposto dalla Croce da Giuseppe d’Armatea e Nicodemo. Di lato, a sinistra, viene rappresentato un fatto narrato nei vangeli: i soldati si dividono la veste di Cristo tirandola a sorte con i dadi.
Gli aspetti più significativi secondo me sono: le due teste rappresentanti il Sole e la Luna e le due figure a detta e a sinistra di Cristo che simboleggiano una la chiesa e l’altra il popolo è la religione ebraica. -Laura Stalteri
Questo bassorilievo racconta la deposizione dalla croce di Cristo. Al centro vediamo proprio la deposizione di Cristo che è sostenuto da Giuseppe d’Arimatea e da Nicodemo. Al lato sinistro vediamo i soldati che si dividono la veste di Cristo tirandola a sorte con i dadi. Ai lati della croce sono inoltre presenti delle figure femminili che hanno un ruolo simbolico: •quella di destra rappresenta la Sinagoga vinta dalla Chiesa Cattolica •quella di sinistra che ha in mano il calice, rappresenta il sacrificio di Cristo •infine abbiamo Maria, la madre di Cristo, che si trova vicino alla chiesa Cristiana e tiene la mano di Gesù. Tutte queste figure sono disposte affiancate e sono scolpite in modo rigido e poco oltre il fondo della lastra di marmo rosa. Vediamo l’uso di rilievi a volte più alti e altre volte più bassi per dare il senso della profondità. In alto è presenta anche la scritta “Antelami”, una delle prime firme delle opere medievali.
Secondo me, gli elementi più significativi sono: -la presenza dei due angeli -i visi affranti, rivolti verso il basso, che trasmettono un grande senso di tristezza -la presenza delle 3 maria e la loro simbologia perché fanno capire quanto sia importante l’evento della crocifissione di Gesù. Inoltre mi colpisce molto la presenza della firma dell’autore, in quanto favorisce uno sviluppo importante per la storia dell’arte.
L'opera, di Benedetto Antelami, raffigura la deposizione di Gesù Cristo dalla croce, ormai deceduto. Databile al 1178 e conservata nel transetto destro della cattedrale di Parma, raffigura il momento in cui il corpo di Cristo viene fatto scendere dalla croce. La figura di Cristo è caratterizzata da una grande espressività, con le braccia aperte come segno di concessione del perdono, una protesa verso la Vergine Maria. Sotto di lui appare Giuseppe di Arimatea, che lo sta abbracciando aiutandolo a scendere dalla croce, mentre alla sua destra più prossima troviamo Nicodemo, salito su una scala per togliergli il chiodo dalla mano, gesto molto significativo. Di lato, a sinistra, viene rappresentato un fatto narrato nei vangeli: i soldati si dividono la veste di Cristo tirandola a sorte con i dadi. In alto è presente anche la scritta “Antelami”, una delle prime firme delle opere medievali. A livello stilistico, la composizione è giocata su linee rette, orizzontali e verticali, e se le linee sono oblique tendono comunque a essere o parallele tra loro oppure a descrivere figure geometriche (il triangolo equilatero dei soldati). L'opera marmorea ha caratteri rigidi, le figure panneggi regolari e emergono dallo sfondo quasi a tutto tondo poiché è un bassorilievo. Sono rimasta colpita dalla grande espressività dell'opera e dal simbolismo che la caratterizza; in particolar modo dalle due teste rispettivamente al lato destro e sinistro dell’opera che sono la personificazione del Sole e della Luna che rimandano allo scorrere del tempo e alla lotta fra la luce (il bene) e le tenebre (il male).
La Deposizione di Benedetto Antelami(Duomo di Parma) Egli venne considerato il primo scultore gotico italiano. La scena è circondata su tre lati da un fregio di viticci che si intrecciano tra di loro ed è molto evidente, dunque , la posizione orizzontale della scultura . La scena raffigurata è tratta dal Vangelo di Giovanni e affiancata da altri episodi narrati nel testo evangelico. Al centro abbiamo la figura di Cristo che si distacca dalle altre per le dimensioni maggiori e per la sua forma ad arco rivolto verso sinistra; alla sua destra c' è Giuseppe d’Arimatea che ne sostiene il busto e a sinistra, sulla scala, Nicodemo. A sinistra vengono raffigurate le tre Marie, Giovanni e la Vergine che prende la mano di suo figlio. Davanti a lei vi è una giovane che porta il vessillo che simboleggia la Chiesa e dopo la scala, la prima figura a destra simboleggia la Sinagoga, quindi la personificazione del popolo ebraico. A destra invece sono rappresentati i soldati, alcuni dei quali, seduti, si contendono il possesso della tunica di Cristo. Da notare, sono le due teste rispettivamente al lato destro e sinistro dell’opera che sono la personificazione del Sole e della Luna che rimandano allo scorrere del tempo e alla lotta fra il bene e il mare. Dunque possiamo vedere che la composizione ha caratteri rigidi, le figure panneggi regolari quasi schematici e emergono dallo sfondo quasi a tutto tondo poiché è un bassorilievo. Secondo me gli aspetti più significativi sono l'espressività dell'opera e dal simbolismo che la caratterizza.Sono stata colpita anche dalle due teste al lato destro e sinistro che sono la personificazione del sole e della luna che fanno pensare alla lotta fra la luce(il bene) e le tenebre(il male)
È un bassorilievo ed è la prima opera nota di Benedetto Antelami, artista di cui si sa comunque molto poco (anche se è tra i pochissimi artisti dle periodo di cui ci è giunto il nome): è poi un'opera datata (1178) e si trova nel transetto destro della cattedrale parmigiana. Si tratta di un'opera importante per la sua solennità ma al tempo stesso anche per la raffinatezza delle tecniche con la quale fu eseguita, nonché per la sua importanza storica (Benedetto Antelami fu la più importante figura del tempo nel nord Italia nonché il più grande artista alla fine dell'epoca segnata dallo stile romanico per via della modernità delle sue soluzioni che seppero andare oltre quanto si era visto in precedenza) e per il suo carico simbolico ed iconografico.Al centro del bassorilievo Cristo viene deposto dalla Croce da Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo. Di lato, a sinistra, viene rappresentato un fatto narrato nei Vangeli: i soldati si dividono la veste di Cristo tirandola a sorte con i dadi.Le figure femminili, ai lati della Croce, sono simboliche. Quella di destra rappresenta la Sinagoga vinta dalla Chiesa Cattolica. La figura femminile di sinistra che ha in mano il calice, rappresenta il sacrificio di Cristo. Maria, la madre di Cristo, si trova vicino alla chiesa Cristiana e tiene la mano di Gesù. Sono presenti alcune Pie Donne come nella tradizione iconografica.La composizione è simmetrica con al centro la croce che fa da asse di simmetria. La scansione ritmica delle figure di destra come quelle di sinistra ricorda i personaggi dei mosaici bizantini di Ravenna.
"La Deposizione" è una scultura marmorea di Benedetto Antelami. Al centro della composizione la figura inerte di Cristo è piegata verso sinistra, sorretta da Giuseppe di, che secondo un'iconografia nuova gli bacia il costato. Un braccio di Gesù è sorretto amorevolmente dalla Vergine e dall'arcangelo Gabriele Il legno della croce è stato tratto da un fusto verdeggiante, come fanno pensare i mozziconi di rami spezzati A destra Nicodemo, su una scala, toglie il secondo chiodo. L'inclinazione di Giuseppe e Nicodemo bilancia in senso opposto quella di Cristo.
Mi ha colpito particolarmente un personaggio: Giuseppe di Arimatea, che abbraccia Gesù e in contemporanea lo sorregge.
La Deposizione dalla Croce di Benedetto Antelami è un bassorilievo in marmo rosa, visibile nel transetto destro della cattedrale di Santa Maria Assunta di Parma. La scena è ambientata entro una cornice con girali di acanto. La croce di Gesù segna la divisione tra le due metà, dove trovano posto i personaggi "positivi" (alla destra di Gesù), ovvero san Giovanni, una figura femminile che ha in mano il calice che rappresenta il sacrificio di Cristo, Maria la madre di Cristo che gli tiene la mano, le pie donne, e quelli "negativi" (alla sinistra di Cristo), quindi la personificazione della Sinagoga a cui l'arcangelo Raffaele abbassa la testa in segno di sconfitta, i soldati che si giocano la veste di Gesù ai dadi, e alcune figure che probabilmente simboleggiano il popolo ebraico. Ai lati di Gesù troviamo Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, ovvero gli uomini che furono incaricati di deporlo dalla croce, e negli angoli le personificazioni del sole (alla destra di Gesù) e della luna (alla sua sinistra). Il sole è simbolo del bene e della religione cristiana, la luna invece è simbolo del male, dell'idolatria, del paganesimo. La scena ha un forte impatto drammatico e ciò che mi ha colpita di più sono le lunghe braccia di Gesù e Maria che tiene sulla sua guancia la mano del figlio ormai morto.
È il capolavoro di Benedetto Antelami realizzato per la cattedrale di Parma, dove ancora è custodito. Dettaglio centrale : si vede il braccio destro di Cristo che è già stato staccato dalla croce; Maria ne tiene la mano vicino al volto. A reggere il corpo del Signore c’è Giuseppe D’Arimatea, che avvicina il suo volto al costato e lo bacia. Dall’altra parte si vede Nicodemo che è salito sulla scala per staccare l’altro chiodo. A destra e sinistra due piccole figure femminili rappresentano la sinagoga e la chiesa. Il tutto è raccontato attraverso delle scritte incise nel marmo. A far da perno in questo meraviglioso bassorilievo è la figura di Cristo, che Antelami ha scolpito con una dolcezza inimmaginabile, quasi che il marmo fosse stato miscelato con il miele. Le grandi braccia spalancate sembrano aprirsi in un respiro capace di accogliere tutte le inquietudini del mondo. Il volto non si inclina come quello di un morto, si piega solo di poco e conserva un qualcosa di regale. Anche gli occhi sembrano chiusi più nell’abbandono al sonno che nella fredda tenaglia della morte. Il bassorilievo obbedisce come a un ordine interiore che trova una sua armonica corrispondenza nell’ordine esteriore. Antelami lo “disegna” con delle geometrie delicate, allineando le diagonali di Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea, che bilanciano la diagonale in direzione opposta di Cristo. Inoltre, tracciando l’inclinazione obliqua delle braccia di Gesù, lo scultore apre uno spazio nella composizione che rompe la rigida perpendicolarità della croce. In realtà il legno della croce non è legno “morto” ma ancora verde, e sembra partecipare a quanto sta accadendo: si vedono spuntare infatti dei germogli, quasi che anche la natura presentisse la resurrezione. Tutt’intorno ogni dettaglio è curato con una grazia capace di consolare il nostro sguardo: lo sfondo, con i motivi a vitigni, è intarsiato a niello, una tecnica bizantina usata nella lavorazione dei metalli. La mano e lo scalpello di Antelami si muovono con dolcezza nel plasmare nel marmo questa Deposizione. Lo accarezza, lo scalda, lo libera da ogni asprezza; anche quando lo incide, come accade per tracciare i solchi delle bellissime vesti, lo fa in modo armonioso. È un insieme di soluzioni grazie alle quali non si riesce a distogliere lo sguardo da questa Deposizione. Ma non è curiosità quella che tiene attaccato il nostro sguardo; quello che ci tiene attaccati è una sorta di tenerezza. Forse la sensazione che Gesù si stia disponendo a farsi prendere nelle nostre braccia. Carmen Vita
È il capolavoro di Benedetto Antelami realizzato per la cattedrale di Parma, dove ancora è custodito. Dettaglio centrale : si vede il braccio destro di Cristo che è già stato staccato dalla croce; Maria ne tiene la mano vicino al volto. A reggere il corpo del Signore c’è Giuseppe D’Arimatea, che avvicina il suo volto al costato e lo bacia. Dall’altra parte si vede Nicodemo che è salito sulla scala per staccare l’altro chiodo. A destra e sinistra due piccole figure femminili rappresentano la sinagoga e la chiesa. Il tutto è raccontato attraverso delle scritte incise nel marmo. A far da perno in questo meraviglioso bassorilievo è la figura di Cristo, che Antelami ha scolpito con una dolcezza inimmaginabile, quasi che il marmo fosse stato miscelato con il miele. Le grandi braccia spalancate sembrano aprirsi in un respiro capace di accogliere tutte le inquietudini del mondo. Il volto non si inclina come quello di un morto, si piega solo di poco e conserva un qualcosa di regale. Anche gli occhi sembrano chiusi più nell’abbandono al sonno che nella fredda tenaglia della morte. Il bassorilievo obbedisce come a un ordine interiore che trova una sua armonica corrispondenza nell’ordine esteriore. Antelami lo “disegna” con delle geometrie delicate, allineando le diagonali di Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea, che bilanciano la diagonale in direzione opposta di Cristo. Inoltre, tracciando l’inclinazione obliqua delle braccia di Gesù, lo scultore apre uno spazio nella composizione che rompe la rigida perpendicolarità della croce. In realtà il legno della croce non è legno “morto” ma ancora verde, e sembra partecipare a quanto sta accadendo: si vedono spuntare infatti dei germogli, quasi che anche la natura presentisse la resurrezione. Tutt’intorno ogni dettaglio è curato con una grazia capace di consolare il nostro sguardo: lo sfondo, con i motivi a vitigni, è intarsiato a niello, una tecnica bizantina usata nella lavorazione dei metalli. La mano e lo scalpello di Antelami si muovono con dolcezza nel plasmare nel marmo questa Deposizione. Lo accarezza, lo scalda, lo libera da ogni asprezza; anche quando lo incide, come accade per tracciare i solchi delle bellissime vesti, lo fa in modo armonioso. È un insieme di soluzioni grazie alle quali non si riesce a distogliere lo sguardo da questa Deposizione. Ma non è curiosità quella che tiene attaccato il nostro sguardo; quello che ci tiene attaccati è una sorta di tenerezza. Forse la sensazione che Gesù si stia disponendo a farsi prendere nelle nostre braccia. Carmen Vita
La Deposizione dalla Croce di Benedetto Antelami è un bassorilievo in marmo rosa che si trova nel transetto destro della cattedrale di Santa Maria Assunta di Parma. La croce di Gesù segna la divisione tra le due metà, ovvero bene e male. di fatti troviamo i personaggi positivi alla destra di Gesù (san Giovanni,figura femminile che ha in mano il calice in rappresentanza del sacrificio di Cristo, Maria che gli tiene la mano, le pie donne) e quelli negativi alla sua sinistra (la personificazione della Sinagoga a cui l'arcangelo Raffaele abbassa il capo come simbolo di sconfitta, i soldati che si giocano la veste di Gesù attraverso il lancio dei dadi,figure che simboleggiano il popolo ebraico). Ai lati di Gesù vi sono Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, gli uomini che lo deposero alla croce e agl'angoli le personificazioni del sole alla sua destra e della luna alla sua sinistra. Il sole simboleggia il bene e la religione cristiana, la luna simboleggia il male del paganesimo. La scena è molto drammatica. -Silvia Giacoia
Una Deposizione piena d’amore. È il capolavoro di Benedetto Antelami, firmato e datato 1178, realizzato per la cattedrale di Parma, dove ancora è custodito. Un dettaglio centrale importante è il braccio destro di Cristo che è già stato staccato dalla croce; Maria ne tiene la mano vicino al volto. A reggere il corpo del Signore c’è Giuseppe D’Arimatea, che, come vuole una cara tradizione, avvicina il suo volto al costato e lo bacia. Dall’altra parte si vede Nicodemo che è salito sulla scala per staccare l’altro chiodo. A destra e sinistra due piccole figure femminili rappresentano la sinagoga e la chiesa. Il tutto è raccontato attraverso delle scritte incise nel marmo, che fanno da precise didascalie. A far da perno in questo meraviglioso bassorilievo, che segue il racconto del Vangelo di Giovanni, è la figura di Cristo, che Antelami ha scolpito con una dolcezza inimmaginabile, quasi che il marmo fosse stato miscelato con il miele. Le grandi braccia spalancate sembrano aprirsi in un respiro capace di accogliere tutte le inquietudini del mondo. Il volto non si inclina come quello di un morto, si piega solo di poco e conserva un qualcosa di regale. Anche gli occhi sembrano chiusi più nell’abbandono al sonno che nella fredda tenaglia della morte. Il bassorilievo obbedisce come a un ordine interiore che trova una sua armonica corrispondenza nell’ordine esteriore. Antelami lo “disegna” con delle geometrie delicate, allineando le diagonali di Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea, che bilanciano la diagonale in direzione opposta di Cristo. Inoltre, tracciando l’inclinazione obliqua delle braccia di Gesù, lo scultore apre uno spazio nella composizione che rompe la rigida perpendicolarità della croce. In realtà il legno della croce non è legno “morto” ma ancora verde, e sembra partecipare a quanto sta accadendo: si vedono spuntare infatti dei germogli, quasi che anche la natura presentisse la resurrezione. Tutt’intorno ogni dettaglio è curato con una grazia capace di consolare il nostro sguardo: lo sfondo, con i motivi a vitigni, è intarsiato a niello, una tecnica bizantina usata nella lavorazione dei metalli. La mano e lo scalpello di Antelami si muovono con dolcezza nel plasmare nel marmo questa Deposizione. Lo accarezza, lo scalda, lo libera da ogni asprezza; anche quando lo incide, come accade per tracciare i solchi delle bellissime vesti, lo fa in modo armonioso. È un insieme di soluzioni grazie alle quali non si riesce a distogliere lo sguardo da questa Deposizione. Ma non è curiosità quella che tiene attaccato il nostro sguardo; quello che ci tiene attaccati è una sorta di tenerezza. Forse la sensazione che Gesù si stia disponendo a farsi prendere nelle nostre braccia.
Il bassorilievo della "Deposizione"si trovava nella cattedrale di Parma, e oggi rappresenta la prima grande opera nota di Benedetto Antelami.La scena è ambientata entro una cornice con girali di acanto lavorati a niello (una tecnica attraverso cui la pietra veniva incisa e poi riempita con un impasto scuro a base di diversi metalli come zolfo, piombo e argento). La croce di Gesù segna la divisione tra le due metà, dove trovano posto i personaggi "positivi" (alla destra di Gesù), ovvero san Giovanni, la Madonna, le pie donne, e quelli "negativi" (alla sinistra di Cristo). Negli angoli le personificazioni del sole (alla destra di Gesù) e della luna (alla sua sinistra). Il sole è simbolo del bene e della religione cristiana, la luna invece è simbolo del male.A livello stilistico, la composizione è giocata su linee rette, orizzontali e verticali, e se le linee sono oblique tendono comunque a essere o parallele tra loro (le figure di Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, oltre alle loro teste che sono parallele alla testa di Cristo) oppure a descrivere figure geometriche (il triangolo equilatero dei soldati).Si tratta di un'opera importante per la sua solennità ma al tempo stesso anche per la raffinatezza delle tecniche con la quale fu eseguita, nonché per la sua importanza storica e per il suo carico simbolico ed iconografico.
RispondiEliminaEMILIA FIUMARA
‘’La Deposizione’’ di Benedetto Antelami, Duomo di Parma
RispondiEliminaQuest’iconografia risale al 1178 ed è la prima scultura firmata da Antelami, considerato il primo scultore gotico italiano. La scena è circondata su tre lati da un fregio di viticci che si intrecciano geometricamente tra di loro ed è molto evidente, inoltre, la posizione orizzontale della scultura . La scena raffigurata è tratta dal Vangelo di Giovanni e affiancata da altri episodi narrati nel testo evangelico. Al centro vi è la figura di Cristo che assume grande risalto e che si distacca dalle altre per le dimensioni maggiori e per la sua forma ad arco rivolto verso sinistra; alla sua destra vi è Giuseppe d’Arimatea che ne sostiene il busto e a sinistra, sulla scala, Nicodemo. A sinistra sono raffigurate le tre Marie, Giovanni e la Vergine che prende la mano di suo figlio. Davanti a lei vi è una giovane che porta il vessillo che simboleggia la Chiesa e dopo la scala, la prima figura a destra simboleggia la Sinagoga, quindi la personificazione del popolo ebraico. A destra invece sono rappresentati i soldati, alcuni dei quali, seduti, si contendono il possesso della tunica di Cristo. Da notare, sono le due teste rispettivamente al lato destro e sinistro dell’opera che sono la personificazione del Sole e della Luna che rimandano allo scorrere del tempo e alla lotta fra la luce (il bene) e le tenebre (il male). Dunque possiamo vedere che la composizione ha caratteri rigidi, le figure panneggi regolari quasi schematici e emergono dallo sfondo quasi a tutto tondo poiché è un bassorilievo.
A mio parere uno degli aspetti più significativi è proprio quello del simbolismo evidenziato nel rilievo, come per esempio, le 2 teste rappresentanti la Luna ed il Sole e le due figure a destra e sinistra di Cristo rappresentanti una la chiesa e l’altra il popolo e la religione ebraica, caratteristiche che mi hanno molto colpita. Inoltre un altro aspetto da non tralasciare è sicuramente l’importanza della figura di Cristo e i vari passaggi della scena rappresentati nei minimi particolari, naturalistici e dei volti delle figure, che rendono questo bassorilievo estremamente innovativo rispetto alla produzione scultorea dell’epoca.
-Maria Elena De Bartolo
Quest’opera di Benedetto Antelami, è una scultura marmorea del 1178 e si trova nella Cattedrale a Parma. Raffigura il momento in cui il corpo di Cristo viene fatto scendere dalla croce. La scena è ambientata in una cornice decorata da viticci. L’opera ha un andamento orizzontale che si nota dai lunghi bracci della croce che sembrano proseguire con le ali degli angeli. La luce che illumina la composizione, viene simbolicamente emanata dall’icona della luna e del sole, posti alle due estremità. La croce di Gesù divide i personaggi; quelli che piangono la sua morte a destra, dove troviamo la personificazione della chiesa, e i soldati che si spartiscono la veste di Cristo a sinistra, nella quale è presente la personificazione della Sinagoga. Le figure sono raffigurate una dopo l’altra. Questo rilievo è particolarmente innovativo sia per la ricerca della spazialità sia per l’accuratezza nel creare sugli abiti delle pieghe e le decorazioni realizzate con la punta del trapano e soprattutto per l’espressione così naturale delle figure.
RispondiEliminaSono rimasta colpita in particolar modo da due personaggi: Giuseppe di Arimatea, il quale sembrerebbe abbracciare e baciare affettuosamente il costato di Gesù e al contempo lo sorregge per scendere dalla croce e Nicodemo che sale sulle scale per togliere il secondo chiodo. Lo trovo un gesto commovente
nettamente in contrasto con i soldati romani che si spartiscono la tunica di Cristo mostrando egoismo e imparzialità di fronte ad una scena così tragica.
-Alessandra Ziccarelli
L'opera raffigura la deposizione di Gesù Cristo dalla croce, ormai deceduto. La figura di Cristo appare molto espressiva e umana, con le braccia aperte come a concedere il perdono, una protesa verso la Vergine Maria. Subito sotto di lui si scorge Giuseppe di Arimatea, che lo sta abbracciando affettuosamente aiutandolo a scendere dalla croce, mentre alla sua destra più prossima troviamo Nicodemo, salito su una scala per togliergli il chiodo dalla mano. La croce divide la composizione a metà: sulla sinistra si notano sei figure addolorate dalla morte di Cristo, ossia le tre Pie, simbolo della Trinità e della Risurrezione, e successivamente la Vergine e Giuseppe; sulla destra spicca innanzitutto una figura interpretata come la personificazione del mondo Ebraico, a cui l'Arcangelo Gabriele fa chinare il capo in segno di sconfitta, mentre ancora più a destra si nota un irregolare insieme di soldati che, noncuranti della tragedia, si stanno spartendo le vesti del defunto.
RispondiEliminaQuesti ultimi simbolicamente rimandano al pericolo del peccato di eresia.
Gli aspetti più significativi di quest’opera, a mio parere, sono innanzitutto il simbolismo rappresentato nel rilievo. Come per esempio, le 2 teste rappresentanti la Luna ed il Sole e le due figure a destra e sinistra di Cristo rappresentanti una la chiesa e l’altra il popolo e la religione ebraica. Altri due elementi che io ritengo significativi e che mi hanno personalmente colpito, sono i due personaggi Giuseppe di Arimatea, il quale sembrerebbe abbracciare e baciare affettuosamente il costato di Gesù e nello stesso momento lo sorregge per scendere dalla croce. Inoltre Nicodemo che sale sulle scale per togliere il secondo chiodo. Ho trovato quest’opera ricca di significati e questi sono quelli che mi hanno colpito maggiormente.
-Giulia Bozzarello
La Deposizione dalla croce è una scultura marmorea (110x230 cm) di Benedetto Antelami, databile al 1178 e conservata nel transetto destro della cattedrale di Parma.
RispondiEliminaL'altorilievo con la Deposizione è l'unico pannello sopravvissuto di un pontile che si trovava nella cattedrale di Parma, e oggi rappresenta la prima grande opera nota dell'Antelami, nonché un capolavoro della scultura gotica.
In alto sul fregio inscritto e presente la firma di Antelami, è una delle prime firme delle opere medievali.
Al centro del basso rilievo Cristo viene deposto dalla Croce da Giuseppe d’Armatea e Nicodemo. Di lato, a sinistra, viene rappresentato un fatto narrato nei vangeli: i soldati si dividono la veste di Cristo tirandola a sorte con i dadi.
Gli aspetti più significativi secondo me sono: le due teste rappresentanti il Sole e la Luna e le due figure a detta e a sinistra di Cristo che simboleggiano una la chiesa e l’altra il popolo è la religione ebraica.
-Laura Stalteri
Questo bassorilievo racconta la deposizione dalla croce di Cristo. Al centro vediamo proprio la deposizione di Cristo che è sostenuto da Giuseppe d’Arimatea e da Nicodemo. Al lato sinistro vediamo i soldati che si dividono la veste di Cristo tirandola a sorte con i dadi. Ai lati della croce sono inoltre presenti delle figure femminili che hanno un ruolo simbolico:
RispondiElimina•quella di destra rappresenta la Sinagoga vinta dalla Chiesa Cattolica
•quella di sinistra che ha in mano il calice, rappresenta il sacrificio di Cristo
•infine abbiamo Maria, la madre di Cristo, che si trova vicino alla chiesa Cristiana e tiene la mano di Gesù.
Tutte queste figure sono disposte affiancate e sono scolpite in modo rigido e poco oltre il fondo della lastra di marmo rosa. Vediamo l’uso di rilievi a volte più alti e altre volte più bassi per dare il senso della profondità. In alto è presenta anche la scritta “Antelami”, una delle prime firme delle opere medievali.
Secondo me, gli elementi più significativi sono:
-la presenza dei due angeli
-i visi affranti, rivolti verso il basso, che trasmettono un grande senso di tristezza
-la presenza delle 3 maria e la loro simbologia
perché fanno capire quanto sia importante l’evento della crocifissione di Gesù.
Inoltre mi colpisce molto la presenza della firma dell’autore, in quanto favorisce uno sviluppo importante per la storia dell’arte.
-GIORGIA LIRANGI
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RispondiEliminaL'opera, di Benedetto Antelami, raffigura la deposizione di Gesù Cristo dalla croce, ormai deceduto. Databile al 1178 e conservata nel transetto destro della cattedrale di Parma, raffigura il momento in cui il corpo di Cristo viene fatto scendere dalla croce. La figura di Cristo è caratterizzata da una grande espressività, con le braccia aperte come segno di concessione del perdono, una protesa verso la Vergine Maria. Sotto di lui appare Giuseppe di Arimatea, che lo sta abbracciando aiutandolo a scendere dalla croce, mentre alla sua destra più prossima troviamo Nicodemo, salito su una scala per togliergli il chiodo dalla mano, gesto molto significativo. Di lato, a sinistra, viene rappresentato un fatto narrato nei vangeli: i soldati si dividono la veste di Cristo tirandola a sorte con i dadi. In alto è presente anche la scritta “Antelami”, una delle prime firme delle opere medievali. A livello stilistico, la composizione è giocata su linee rette, orizzontali e verticali, e se le linee sono oblique tendono comunque a essere o parallele tra loro oppure a descrivere figure geometriche (il triangolo equilatero dei soldati). L'opera marmorea ha caratteri rigidi, le figure panneggi regolari e emergono dallo sfondo quasi a tutto tondo poiché è un bassorilievo. Sono rimasta colpita dalla grande espressività dell'opera e dal simbolismo che la caratterizza; in particolar modo dalle due teste rispettivamente al lato destro e sinistro dell’opera che sono la personificazione del Sole e della Luna che rimandano allo scorrere del tempo e alla lotta fra la luce (il bene) e le tenebre (il male).
RispondiEliminaLa Deposizione di Benedetto Antelami(Duomo di Parma)
RispondiEliminaEgli venne considerato il primo scultore gotico italiano. La scena è circondata su tre lati da un fregio di viticci che si intrecciano tra di loro ed è molto evidente, dunque , la posizione orizzontale della scultura . La scena raffigurata è tratta dal Vangelo di Giovanni e affiancata da altri episodi narrati nel testo evangelico. Al centro abbiamo la figura di Cristo che si distacca dalle altre per le dimensioni maggiori e per la sua forma ad arco rivolto verso sinistra; alla sua destra c' è Giuseppe d’Arimatea che ne sostiene il busto e a sinistra, sulla scala, Nicodemo. A sinistra vengono raffigurate le tre Marie, Giovanni e la Vergine che prende la mano di suo figlio. Davanti a lei vi è una giovane che porta il vessillo che simboleggia la Chiesa e dopo la scala, la prima figura a destra simboleggia la Sinagoga, quindi la personificazione del popolo ebraico. A destra invece sono rappresentati i soldati, alcuni dei quali, seduti, si contendono il possesso della tunica di Cristo. Da notare, sono le due teste rispettivamente al lato destro e sinistro dell’opera che sono la personificazione del Sole e della Luna che rimandano allo scorrere del tempo e alla lotta fra il bene e il mare. Dunque possiamo vedere che la composizione ha caratteri rigidi, le figure panneggi regolari quasi schematici e emergono dallo sfondo quasi a tutto tondo poiché è un bassorilievo.
Secondo me gli aspetti più significativi sono l'espressività dell'opera e dal simbolismo che la caratterizza.Sono stata colpita anche dalle due teste al lato destro e sinistro che sono la personificazione del sole e della luna che fanno pensare alla lotta fra la luce(il bene) e le tenebre(il male)
Giulia Faggio
È un bassorilievo ed è la prima opera nota di Benedetto Antelami, artista di cui si sa comunque molto poco (anche se è tra i pochissimi artisti dle periodo di cui ci è giunto il nome): è poi un'opera datata (1178) e si trova nel transetto destro della cattedrale parmigiana. Si tratta di un'opera importante per la sua solennità ma al tempo stesso anche per la raffinatezza delle tecniche con la quale fu eseguita, nonché per la sua importanza storica (Benedetto Antelami fu la più importante figura del tempo nel nord Italia nonché il più grande artista alla fine dell'epoca segnata dallo stile romanico per via della modernità delle sue soluzioni che seppero andare oltre quanto si era visto in precedenza) e per il suo carico simbolico ed iconografico.Al centro del bassorilievo Cristo viene deposto dalla Croce da Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo. Di lato, a sinistra, viene rappresentato un fatto narrato nei Vangeli: i soldati si dividono la veste di Cristo tirandola a sorte con i dadi.Le figure femminili, ai lati della Croce, sono simboliche. Quella di destra rappresenta la Sinagoga vinta dalla Chiesa Cattolica. La figura femminile di sinistra che ha in mano il calice, rappresenta il sacrificio di Cristo. Maria, la madre di Cristo, si trova vicino alla chiesa Cristiana e tiene la mano di Gesù. Sono presenti alcune Pie Donne come nella tradizione iconografica.La composizione è simmetrica con al centro la croce che fa da asse di simmetria. La scansione ritmica delle figure di destra come quelle di sinistra ricorda i personaggi dei mosaici bizantini di Ravenna.
RispondiElimina-Angelo Mazzulla
RispondiElimina"La Deposizione" è una scultura marmorea di Benedetto Antelami.
Al centro della composizione la figura inerte di Cristo è piegata verso sinistra, sorretta da Giuseppe di, che secondo un'iconografia nuova gli bacia il costato. Un braccio di Gesù è sorretto amorevolmente dalla Vergine e dall'arcangelo Gabriele
Il legno della croce è stato tratto da un fusto verdeggiante, come fanno pensare i mozziconi di rami spezzati
A destra Nicodemo, su una scala, toglie il secondo chiodo. L'inclinazione di Giuseppe e Nicodemo bilancia in senso opposto quella di Cristo.
Mi ha colpito particolarmente un personaggio: Giuseppe di Arimatea, che abbraccia Gesù e in contemporanea lo sorregge.
La Deposizione dalla Croce di Benedetto Antelami è un bassorilievo in marmo rosa, visibile nel transetto destro della cattedrale di Santa Maria Assunta di Parma. La scena è ambientata entro una cornice con girali di acanto. La croce di Gesù segna la divisione tra le due metà, dove trovano posto i personaggi "positivi" (alla destra di Gesù), ovvero san Giovanni, una figura femminile che ha in mano il calice che rappresenta il sacrificio di Cristo, Maria la madre di Cristo che gli tiene la mano, le pie donne, e quelli "negativi" (alla sinistra di Cristo), quindi la personificazione della Sinagoga a cui l'arcangelo Raffaele abbassa la testa in segno di sconfitta, i soldati che si giocano la veste di Gesù ai dadi, e alcune figure che probabilmente simboleggiano il popolo ebraico. Ai lati di Gesù troviamo Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, ovvero gli uomini che furono incaricati di deporlo dalla croce, e negli angoli le personificazioni del sole (alla destra di Gesù) e della luna (alla sua sinistra). Il sole è simbolo del bene e della religione cristiana, la luna invece è simbolo del male, dell'idolatria, del paganesimo. La scena ha un forte impatto drammatico e ciò che mi ha colpita di più sono le lunghe braccia di Gesù e Maria che tiene sulla sua guancia la mano del figlio ormai morto.
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RispondiEliminaÈ il capolavoro di Benedetto Antelami realizzato per la cattedrale di Parma, dove ancora è custodito. Dettaglio centrale : si vede il braccio destro di Cristo che è già stato staccato dalla croce; Maria ne tiene la mano vicino al volto. A reggere il corpo del Signore c’è Giuseppe D’Arimatea, che avvicina il suo volto al costato e lo bacia. Dall’altra parte si vede Nicodemo che è salito sulla scala per staccare l’altro chiodo. A destra e sinistra due piccole figure femminili rappresentano la sinagoga e la chiesa. Il tutto è raccontato attraverso delle scritte incise nel marmo. A far da perno in questo meraviglioso bassorilievo è la figura di Cristo, che Antelami ha scolpito con una dolcezza inimmaginabile, quasi che il marmo fosse stato miscelato con il miele. Le grandi braccia spalancate sembrano aprirsi in un respiro capace di accogliere tutte le inquietudini del mondo. Il volto non si inclina come quello di un morto, si piega solo di poco e conserva un qualcosa di regale. Anche gli occhi sembrano chiusi più nell’abbandono al sonno che nella fredda tenaglia della morte. Il bassorilievo obbedisce come a un ordine interiore che trova una sua armonica corrispondenza nell’ordine esteriore. Antelami lo “disegna” con delle geometrie delicate, allineando le diagonali di Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea, che bilanciano la diagonale in direzione opposta di Cristo. Inoltre, tracciando l’inclinazione obliqua delle braccia di Gesù, lo scultore apre uno spazio nella composizione che rompe la rigida perpendicolarità della croce. In realtà il legno della croce non è legno “morto” ma ancora verde, e sembra partecipare a quanto sta accadendo: si vedono spuntare infatti dei germogli, quasi che anche la natura presentisse la resurrezione. Tutt’intorno ogni dettaglio è curato con una grazia capace di consolare il nostro sguardo: lo sfondo, con i motivi a vitigni, è intarsiato a niello, una tecnica bizantina usata nella lavorazione dei metalli. La mano e lo scalpello di Antelami si muovono con dolcezza nel plasmare nel marmo questa Deposizione. Lo accarezza, lo scalda, lo libera da ogni asprezza; anche quando lo incide, come accade per tracciare i solchi delle bellissime vesti, lo fa in modo armonioso. È un insieme di soluzioni grazie alle quali non si riesce a distogliere lo sguardo da questa Deposizione. Ma non è curiosità quella che tiene attaccato il nostro sguardo; quello che ci tiene attaccati è una sorta di tenerezza. Forse la sensazione che Gesù si stia disponendo a farsi prendere nelle nostre braccia.
RispondiEliminaCarmen Vita
È il capolavoro di Benedetto Antelami realizzato per la cattedrale di Parma, dove ancora è custodito. Dettaglio centrale : si vede il braccio destro di Cristo che è già stato staccato dalla croce; Maria ne tiene la mano vicino al volto. A reggere il corpo del Signore c’è Giuseppe D’Arimatea, che avvicina il suo volto al costato e lo bacia. Dall’altra parte si vede Nicodemo che è salito sulla scala per staccare l’altro chiodo. A destra e sinistra due piccole figure femminili rappresentano la sinagoga e la chiesa. Il tutto è raccontato attraverso delle scritte incise nel marmo. A far da perno in questo meraviglioso bassorilievo è la figura di Cristo, che Antelami ha scolpito con una dolcezza inimmaginabile, quasi che il marmo fosse stato miscelato con il miele. Le grandi braccia spalancate sembrano aprirsi in un respiro capace di accogliere tutte le inquietudini del mondo. Il volto non si inclina come quello di un morto, si piega solo di poco e conserva un qualcosa di regale. Anche gli occhi sembrano chiusi più nell’abbandono al sonno che nella fredda tenaglia della morte. Il bassorilievo obbedisce come a un ordine interiore che trova una sua armonica corrispondenza nell’ordine esteriore. Antelami lo “disegna” con delle geometrie delicate, allineando le diagonali di Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea, che bilanciano la diagonale in direzione opposta di Cristo. Inoltre, tracciando l’inclinazione obliqua delle braccia di Gesù, lo scultore apre uno spazio nella composizione che rompe la rigida perpendicolarità della croce. In realtà il legno della croce non è legno “morto” ma ancora verde, e sembra partecipare a quanto sta accadendo: si vedono spuntare infatti dei germogli, quasi che anche la natura presentisse la resurrezione. Tutt’intorno ogni dettaglio è curato con una grazia capace di consolare il nostro sguardo: lo sfondo, con i motivi a vitigni, è intarsiato a niello, una tecnica bizantina usata nella lavorazione dei metalli. La mano e lo scalpello di Antelami si muovono con dolcezza nel plasmare nel marmo questa Deposizione. Lo accarezza, lo scalda, lo libera da ogni asprezza; anche quando lo incide, come accade per tracciare i solchi delle bellissime vesti, lo fa in modo armonioso. È un insieme di soluzioni grazie alle quali non si riesce a distogliere lo sguardo da questa Deposizione. Ma non è curiosità quella che tiene attaccato il nostro sguardo; quello che ci tiene attaccati è una sorta di tenerezza. Forse la sensazione che Gesù si stia disponendo a farsi prendere nelle nostre braccia.
RispondiEliminaCarmen Vita
La Deposizione dalla Croce di Benedetto Antelami è un bassorilievo in marmo rosa che si trova nel transetto destro della cattedrale di Santa Maria Assunta di Parma. La croce di Gesù segna la divisione tra le due metà, ovvero bene e male. di fatti troviamo i personaggi positivi alla destra di Gesù (san Giovanni,figura femminile che ha in mano il calice in rappresentanza del sacrificio di Cristo, Maria che gli tiene la mano, le pie donne) e quelli negativi alla sua sinistra (la personificazione della Sinagoga a cui l'arcangelo Raffaele abbassa il capo come simbolo di sconfitta, i soldati che si giocano la veste di Gesù attraverso il lancio dei dadi,figure che simboleggiano il popolo ebraico). Ai lati di Gesù vi sono Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, gli uomini che lo deposero alla croce e agl'angoli le personificazioni del sole alla sua destra e della luna alla sua sinistra. Il sole simboleggia il bene e la religione cristiana, la luna simboleggia il male del paganesimo. La scena è molto drammatica.
RispondiElimina-Silvia Giacoia
Una Deposizione piena d’amore. È il capolavoro di Benedetto Antelami, firmato e datato 1178, realizzato per la cattedrale di Parma, dove ancora è custodito. Un dettaglio centrale importante è il braccio destro di Cristo che è già stato staccato dalla croce; Maria ne tiene la mano vicino al volto.
RispondiEliminaA reggere il corpo del Signore c’è Giuseppe D’Arimatea, che, come vuole una cara tradizione, avvicina il suo volto al costato e lo bacia. Dall’altra parte si vede Nicodemo che è salito sulla scala per staccare l’altro chiodo. A destra e sinistra due piccole figure femminili rappresentano la sinagoga e la chiesa.
Il tutto è raccontato attraverso delle scritte incise nel marmo, che fanno da precise didascalie. A far da perno in questo meraviglioso bassorilievo, che segue il racconto del Vangelo di Giovanni, è la figura di Cristo, che Antelami ha scolpito con una dolcezza inimmaginabile, quasi che il marmo fosse stato miscelato con il miele.
Le grandi braccia spalancate sembrano aprirsi in un respiro capace di accogliere tutte le inquietudini del mondo. Il volto non si inclina come quello di un morto, si piega solo di poco e conserva un qualcosa di regale. Anche gli occhi sembrano chiusi più nell’abbandono al sonno che nella fredda tenaglia della morte.
Il bassorilievo obbedisce come a un ordine interiore che trova una sua armonica corrispondenza nell’ordine esteriore. Antelami lo “disegna” con delle geometrie delicate, allineando le diagonali di Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea, che bilanciano la diagonale in direzione opposta di Cristo.
Inoltre, tracciando l’inclinazione obliqua delle braccia di Gesù, lo scultore apre uno spazio nella composizione che rompe la rigida perpendicolarità della croce. In realtà il legno della croce non è legno “morto” ma ancora verde, e sembra partecipare a quanto sta accadendo: si vedono spuntare infatti dei germogli, quasi che anche la natura presentisse la resurrezione.
Tutt’intorno ogni dettaglio è curato con una grazia capace di consolare il nostro sguardo: lo sfondo, con i motivi a vitigni, è intarsiato a niello, una tecnica bizantina usata nella lavorazione dei metalli. La mano e lo scalpello di Antelami si muovono con dolcezza nel plasmare nel marmo questa Deposizione. Lo accarezza, lo scalda, lo libera da ogni asprezza; anche quando lo incide, come accade per tracciare i solchi delle bellissime vesti, lo fa in modo armonioso.
È un insieme di soluzioni grazie alle quali non si riesce a distogliere lo sguardo da questa Deposizione. Ma non è curiosità quella che tiene attaccato il nostro sguardo; quello che ci tiene attaccati è una sorta di tenerezza. Forse la sensazione che Gesù si stia disponendo a farsi prendere nelle nostre braccia.
FRANCESCA CANONACO
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